Giulio Tollardo, abitante del borgo Bellotti (frazione di Lamon), ha ricevuto  dal Comitato Scientifico Centrale del Club Alpino Italiano il riconoscimento di “Custode delle Terre Alte”.

Giulio Tollardo
Giulio Tollardo

Dopo il prestigioso titolo di “Socio Onorario” assegnato a fine maggio dall’Assemblea nazionale dei Delegati del Club Alpino Italiano al geobotanico Cesare Lasen, un altro feltrino è stato premiato in questi giorni dal Comitato Scientifico Centrale del CAI con la qualifica di “Custode delle Terre Alte”, assegnata ogni anno al massimo a cinque persone, che si siano dedicate alla cura, manutenzione e valorizzazione storico-culturale del territorio montano in cui risiedono. Si tratta nel caso specifico di Giulio Tollardo. lamonese di origine, classe 1956, abitante della borgata Bellotti, posta a 662 m. di altitudine, alle pendici orientali del Monte Coppolo. raggiungibile solo a piedi dalla frazione Furianoi di Lamon o dalla vecchia strada della Cortella in Val di Vanoi.

La sua candidatura è stata proposta da Loris Vettoretti, neo-presidente della locale Sezione CAI di Feltre, riconoscendo nella figura di Giulio tutti i requisiti previsti da questo premio, dalla tutela del paesaggio alla manutenzione dei sentieri, dal recupero delle pratiche agricole locali, alla conservazione della memoria e delle tradizioni culturali e alla loro trasmissione a tutti i visitatori che raggiungono la zona. Tutte attività che fanno di Giulio un esempio concreto di resilienza, in un’epoca segnata dallo spopolamento delle aree montane e dalla progressiva perdita di identità culturale dei piccoli borghi periferici.

Così è stato per il borgo Bellotti che nel primo dopoguerra, nel suo momento di maggiore popolosità, ospitava una trentina di famiglie per un totale di quasi 200 persone, dedite ad attività silvo-pastorali, produzione di carbone da legna, fluitazione del legname sui torrenti Vanoi e Cismon, trasporto di mercanzie, nonché contrabbando, trovandosi nei pressi del confine italo-austriaco. Con il ridursi di tutte queste attività, fino a cessare del tutto con le inevitabili trasformazioni socio-economiche che hanno investito anche questo territorio periferico, il borgo è andato progressivamente svuotandosi. L’ultima abitante, nativa del posto, è stata Maria Bellotto, deceduta nel 1992, ultranovantenne.

La casa di Giulio Tollardo

Giulio Tollardo* si è insediato qui nel 1997, acquistando la casa di Vittoria, la perpetua del borgo, con l’intento di trasformarla in un punto d’incontro per escursionisti consapevoli. L’area dei Bellotti è infatti  inclusa in un Sito di Importanza Comunitaria (SIC) della Rete Natura 2000, soggetto a particolari tutela per l’elevato grado di wilderness (natura selvaggia e incontaminata) e per le particolari risorse botaniche e faunistiche. In questo luogo Giulio ha creato il suo “rifugio dell’anima” cui fa ritorno dai suoi lunghi viaggi, condotti per lo più a piedi sui sentieri degli antichi pellegrini, e dalle sue molteplici attività. Partito come tecnico di laboratorio medico a Feltre e Belluno, si è poi dedicato a lavori stagionali: malgaro in Svizzera nell’Oberland bernese, collaboratore tuttofare in una fattoria bio dei Pirenei francesi, cuoco per ben 14 anni al rifugio Colbricon nei pressi dei laghetti di Passo Rolle, educatore ambientale alla fattoria didattica “l’Albero degli Alberi” nella Val di Seren del Grappa, concludendo il suo percorso lavorativo come bidello in una scuola locale.

La chiesa della Madonna delle Grazie a Borgo Bellotti

Si trattava necessariamente di occupazioni a carattere temporaneo, per poter soddisfare la sua ansia di girare il mondo e conoscere le genti più diverse, cui spesso ha portato il suo aiuto solidale: è stato in Africa, in Madagascar, come istruttore di guide naturalistiche, e in Kenya, dove è tornato tre volte per lavorare nelle missioni della Consolata; è giunto, in India alle sorgenti del Gange e al confine con il Tibet, dove ha anche incontrato il leopardo delle nevi (rarissimo da vedere); per ben tre volte si è recato in Himalaya. A questa immersione in paesaggi e culture diverse, ogni volta è seguito poi il rientro “ai Bellotti” per ritrovare la solitudine, il silenzio delle montagne, l’intimità della propria coscienza. E per continuare a svolgere il suo ruolo di custode dell’ambiente rurale e delle case di quel piccolo borgo antico, senza trascurare la chiesetta dedicata alla Madonna delle Grazie.

Qui la prima domenica di settembre da tempi remoti si tiene una grande Festa, rilanciata in questi ultimi anni dall’Associazione Nazionale Alpini di Lamon che richiama solitamente due-trecento persone. Sarà questa l’occasione, il prossimo 6 settembre per la consegna ufficiale da parte dei rappresentanti della Sezione CAI di Feltre del riconoscimento a Giulio Tollardo, di Custode delle Terre Alte. Seguiranno altre iniziative in via di definizione, per sottolineare l’importanza di mantenere viva non solo memoria, tradizioni e cultura (materiale e immateriale) delle borgate di montagna, ma in particolar modo la presenza umana.

F. P. (Gruppo TAM – CAI Sezione di Feltre)

* Le infomazioni su Giulio Tollardo sono tratte dal reportage di Luana Bendo, intitolato profeticamente “Giulio, il custode dei Bellotti”, pubblicato il 25/02/2024 nella Rivista on line “Altitudini”, a cura di Teddy Soppelsa.