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ORGANIGRAMMA STAZIONE DI FELTRE

  • Referenti:
    • Capo stazione: Broccon Marcello – email soccorsoalpino@caifeltre.it
    • Vice Capo stazione: Casanova Franco
    • Segretario: Rech Valerio
    • Responsabile materiali: Pauletto Luigi
  • Organico: Ballerin Thomas, Broccon Marcello, Casanova Franco, Conz Paolo, Dalla Rosa Sigfrido, De Gol Dimitri, De Menech Enzo, Maoret Loris, marchetti Gianpaolo, Mezzomo Gianni, Andrich Stefano, Boz Silvio, Brandalise Paolo, De Bastiani Gianni, De Bortoli Giulio, De Giacometti Andrea, De paoli Oldino, Manfroi Cristian, Maschio Alberto, Monego  Remo, Moretta Giorgio, Piazzetta Marco, Rech Michele, Sartor Moreno, Sonego mauro, Toigo Diego, Zampieri Andrea, Corso Lorenzo, Lorenzoni Alfredo, Malacarne Jonni

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LA NOSTRA STORIA

Le origini.

Come è noto, la storia dell’alpinismo feltrino, ha origini relativamente recenti venendo a coincidere con la costituzione della locale Sezione CAI (1922) e per questa ragione non si trovano tracce di attività di soccorso alpino risalenti all’epoca dell’alpinismo dei pionieri della seconda metà dell’800 e dei primi del ‘900 (1).

E’ tuttavia probabile che, nei secoli trascorsi, per la numerosa e stabile presenza di pastori, boscaioli e cacciatori, sui pascoli di alta quota, sugli aspri versanti delle valli e sulle ardite cenge delle montagne, anche le Alpi Feltrine, abbiano conosciuto il moto spontaneo e solidale delle genti delle vallate in soccorso delle donne e degli uomini infortunati nel duro lavoro dei monti o sorpresi dalla bufera e dalla neve.

Ma, per tornare alle origini del soccorso alpino feltrino, occorre andare a quel tragico 7 agosto 1930 allorché Annetta Guadagnin, giovane ed abile alpinista feltrina, durante la salita della parete nord ovest del Sass de Mura cadeva perdendo la vita. Furono i suoi compagni di cordata, giovani alpinisti appartenenti alla sezione CAI, che la recuperarono e portarono a valle.
L’anno successivo (21 giugno 1931), anche il suo giovane compagno di cordata Attilio Messedaglia perdeva la vita scendendo sulle rocce inclinate del sentiero del “cadinot” di Cima della Madonna, venendo poi recuperato dalle guide di S. Martino di Castrozza.

Il 14 agosto 1938, l’allora sedicenne Gabriele Franceschini, dopo aver salito la parete NE della Punta del Re, si infortunava gravemente sulla via del ritorno. Prontamente soccorso dal compagno di cordata Milo Meneghel e da due pastori del luogo, veniva trasportato a casera Cimonega, dove lo raggiungevano un gruppo di amici del CAI di Feltre, allertati dallo stesso Meneghel, che lo conducevano a valle (2).

Il 7 giugno 1942 il giovane alpinista feltrino Ugo Borile, militare in licenza dal fronte dell’Africa settentrionale, durante un’escursione lungo il “cordin delle vette”, scendendo verso la Val di Lamen, in prossimità della Monegheta, precipitava lungo un ripido pendio. Venivano organizzati immediatamente i soccorsi inviando sulle Vette feltrine un gruppo di giovani della sezione CAI ed una squadra di alpini in servizio presso la Caserma Zanettelli. Tra i soccorritori Giuseppe Giacomelli, Diego De Diana, Francesco Cassol e il giovane alpino, socio del CAI, Angelo Lusa, valente alpinista con al suo attivo la prima salita solitaria della parete sud est del Colaz.

Individuato il corpo esanime di Borile in fondo a un canalone, Angelo Lusa veniva inviato con Cassol a valle a chiamare rinforzi per provvedere al recupero e trasporto a valle del caduto. Nella ripida discesa lungo il sentiero della Monegheta, nel tentativo di trattenere il proprio compagno accidentalmente scivolato, Angelo Lusa precipitava lungo un pendio perdendo tragicamente la vita il 9 giugno 1942. A lui veniva concessa la medaglia d’oro al valore civile alla memoria (3).

Il 17 luglio 1943 Emiliano Meneghel, infortunatosi durante una salita nella palestra di roccia di Sanzan veniva soccorso dal compagno di cordata Renzo Torresan e da altri amici alpinisti prontamente sopraggiunti dalla città e ricoverato all’Ospedale di Feltre. Tra questi giovani, che sulla fine degli anni trenta e negli anni difficili della guerra si erano formati nella sezione feltrina del CAI, si costituì, nel corso del 1946, il Gruppo Rocciatori Feltrino, tenuto a battesimo il 22.09.1946 con il trasporto e la posa di una croce metallica in cima al Sass de Mura (“domus Domini in culmine montium”). Il Gruppo, inizialmente costituito da Aldo ed Emiliano Meneghel, Dionigi D’Alberto, Vettor Delaito, Giancarlo Zadra, Franco Di Palma e don Giulio Perotto, si arricchì via via di nuove leve tra le quali venne formandosi il primo nucleo di soccorritori del CAI feltrino (4).

Nel corso del 1952 e 1953 alcuni eventi significativi, che videro protagonisti e soccorritori occasionali i giovani alpinisti feltrini, posero all’ordine del giorno della Sezione CAI l’esigenza della creazione di una organizzazione stabile destinata all’attività di soccorso alpino.

Nel 1952 i soci della sezione CAI furono mobilitati per più giorni nella ricerca di un aeroplano disperso sulle pale di S.Martino, conclusasi con il ritrovamento dell’intero equipaggio, purtroppo perito nell’incidente; durante l’estate un gruppo di partecipanti alla gita sezionale alle Tre Cime di Lavaredo intervenne nel soccorso di una comitiva di escursionisti della Sezione XXX Ottobre di Trieste in difficoltà sulla parete ovest della Croda de Toni.

Nel luglio 1953, una squadra di volontari del CAI feltrino intervenne nella ricerca ed il recupero della venticinquenne feltrina Maria Zasio, dispersa sui contrafforti della banca nord del Sass de Mura. L’allarme, fatto giungere a Feltre dalla compagna di escursione Berta Giozzet, che aveva invano ricercato l’amica con l’aiuto di un pastore, vedeva tempestivamente partire la sera stessa una squadra composta da Ennio Lanciato, Dionigi D’Alberto, il rag. Menegazzo, Orazio Bertelle ed il giovanissimo Rico Bertoldin. Le ricerche proseguirono per due giorni e videro l’intervento anche di una squadra di Alpini e delle Guide di S.Martino, sopraggiunte nella terza giornata, che individuarono e portarono in salvo la giovane. Nella stessa estate (30.08.1953) cadeva nei pressi di forcella Neva, alle pendici del Sass de Mura, il giovane alpinista feltrino Alberto Marini, che veniva soccorso e recuperato ormai esanime da Milo Meneghel e dagli amici della Sezione (5).

Si pose quindi il problema, all’interno della Sezione CAI, della creazione di una struttura organizzata e stabile destinata al soccorso alpino e, su iniziativa del segretario Lanciato e dei dirigenti Menegazzo e Bertelle, prontamente recepita dal Presidente ing. Dante Vardanega, vennero avviati contatti con il Soccorso Alpino della SAT, già organizzato dall’intraprendente lungimiranza di Scipio Stenico.

La nascita e i primi passi della Stazione CNSAS.

Nel gennaio 1954 questi contatti si concretizzarono con la formalizzazione, da parte della Sezione CAI, del progetto di costituzione della stazione feltrina di soccorso alpino “composta di 10-15 uomini disponibili partire subito ogni giornata per zona Pizzocco-Arera-Brendol-Gruppo Cimonega-Vette Feltrine” (6).

Fu così che, dopo un nutrito scambio di lettere tra la Sezione, il CAI Centrale e la SAT, il Presidente della Sezione Cai di Feltre, nel corso dei festeggiamenti per il rientro della spedizione italiana al K2, si incontrò con il dott. Mario Brovelli, referente organizzativo per la Provincia di Belluno indicato dalla Commissione Centrale Soccorsi Alpini del CAI, affidata alla direzione dello stesso Scipio Scenico (7).

La stazione venne formalmente costituita nell’agosto-settembre 1954, con l’invio delle domande di iscrizione dei volontari Orazio Bertelle, Enrico Bertoldin, Walter Bodo, Giovanni Bongiana, Gino Conz, Dino De Toffoli, Gianfranco Garbin, Ennio Lanciato, Giocondo Piazza, Angelo Turro, Remo Turro, Giovanni Zadra; capo Stazione fu designato lo stesso presidente della Sezione CAI Dante Vardanega (8).

La Stazione di Feltre del Soccorso Alpino può dunque legittimamente andare orgogliosa di essere stata una delle stazioni costituenti della delegazione IIa Bellunese, nata nel 1954, che insieme alle delegazioni di Udine-Tarvisio, Alto Adige, Trento, Edolo, Bergamo, Sondrio, Biella, Aosta, Borgosesia e Domodossola diedero vita il 12.12.1954 al “Corpo di Soccorso Alpino del CAI” (9).

Era tuttavia evidente che l’ing. Vardanega, completata la fase costituente, non potesse continuare a svolgere contemporaneamente le funzioni di Presidente della Sezione CAI e di responsabile della neonata Stazione di Soccorso; si rendeva inoltre necessario reperire una sede presso la quale fosse resa possibile una reperibilità telefonica continua ed organizzare con materiali e mezzi adeguati la neonata struttura. Si rese generosamente disponibile a ciò il rag. Franco De Biasi, allora direttore dell’azienda di soggiorno e turismo di Feltre, amministratore impegnato, grande appassionato di montagna, instancabile organizzatore turistico e tessitore di relazioni, abile organizzatore e generoso, indimenticabile amico.
Assunto il comando della Stazione fin dai primi mesi del 1955, al suo impegno si deve la dotazione dei primi mezzi e materiali (10), la istituzione sul territorio dei posti di chiamata (11), la organizzazione sul territorio della rete di comunicazioni, il rafforzamento degli organici dei volontari, che nel 1955 raggiunsero il numero di 18 con l’ingresso di Guido Cerni, Dionigi D’Alberto, Vettor Delaito, Emiliano Meneghel e Dario Palminteri (12).

Nello stesso periodo (1958) entrava a far parte della neocostituita Stazione di Soccorso anche don Giulio Perotto, che per lungo tempo è stato volontario della Stazione offrendo il suo aiuto, non solo spirituale, ed ancor oggi rimane il nostro inseparabile amico e cappellano.

Organizzazione e attività di soccorso.

Nei primi anni di attività la Stazione fu impegnata, oltre che nelle normali attività di soccorso di escursionisti e cacciatori, nella ricerca degli equipaggi di due aerei dati dispersi sulla zona delle Vette Feltrine e nel soccorso di un gruppo di famiglie di Seren del Grappa, rimaste bloccate da una bufera di neve nell’aprile 1958 sul monte Grappa (13).

Non mancò, nel tragico ottobre del 1963, la diretta partecipazione all’azione di soccorso nel disastro del Vajont, con l’invio tempestivo di una squadra che raggiunse tra le prime la diga nella vana ricerca di superstiti. Nello stesso anno (19.03.1963) toccò ai soccorritori feltrini recuperare il corpo esanime del proprio compagno Walter Bodo, presidente della Sezione Cai, travolto da una slavina sulle Vette Feltrine, poco sotto il Rifugio G. Dal Piaz, in fase di costruzione. E’ del 1964 (27.09.1964) il primo intervento con elicottero, utilizzando il velivolo di una troupe cinematografica presente in zona, che consentì il salvataggio ed il recupero sul versante nord del Sass de Mura di Tito Pierobon, giovane alpinista di S. Giustina, che diventerà a sua volta volontario della Stazione e si renderà protagonista, qualche anno dopo, della storica salita della parete nord del Sass de Mura (14).

Con il passare degli anni, la Stazione, sempre sotto la guida di Franco De Biasi si rafforza e si rinnova negli organici, integrati anche dalle nuove leve formatesi nell’ambito della seconda generazione del Gruppo Rocciatori Feltrini (15). La Stazione si dota di una sede propria, acquisendo nuove attrezzature con i contributi che l’instancabile azione di “Mice” De Biasi (16) riesce a raccogliere da istituti bancari, enti locali e dal Ministero dell’Interno. Si poté anche acquistare una vecchia campagnola che, per la verità, pur avendo svolto un lungo ed onorato servizio, procurò non pochi grattacapi per le costose manutenzioni.

Non mancò, in questa fase, qualche attrito con la Sezione CAI del quale vi è traccia in un nutrito scambio di lettere tra il Capo Stazione e la sede Centrale del CNSAS sul problema della autonomia della Stazione rispetto alla Sezione CAI, attrito subito appianato dalla responsabile e lungimirante condotta dei dirigenti delle due strutture e conclusosi, come doveva essere, con una amichevole e risolutiva bevuta. Ma l’attività di soccorso non conosce alcuna battuta di arresto: si contano nei primi vent’anni di attività 21 interventi per 59 persone soccorse tra cui il recupero di 20 salme, l’impiego di 122 volontari per 177 giornate uomo complessive.

Si deve sempre all’iniziativa di Franco De Biasi e all’impegno di Paolo De Paoli, comandante dei Vigili del Fuoco Volontari e membro del CNSAS dal 1967, la organizzazione della base radio e del magazzino della Stazione presso il Distaccamento dei Vigili del Fuoco di Feltre, offrendo così un servizio di reperibilità continua, tramite l’impiego del personale di guardia attiva dei Vigili del Fuoco, assicurando così la più efficace tempestività di intervento. Iniziava così un lungo e proficuo rapporto di collaborazione tra la Stazione CNSAS ed i Vigili del Fuoco di Feltre, collaborazione che perdura tutt’oggi non solo per l’ospitalità che ci viene assicurata e per il supporto logistico e organizzativo che offre il Distaccamento, ma anche per il concorso operativo che il personale dei Vigili del Fuoco svolge costantemente nell’azione di soccorso.

Certo, nei tempi più recenti, non è mancato anche qualche momento di incomprensione, più determinato da improvvide direttive emanate dai comandi superiori, che dalla volontà dei singoli operatori; ma bisogna riconoscere che questo positivo rapporto di collaborazione è stato foriero di ottimi risultati sul piano dell’azione ed ha cementato un solido affiatamento ed amicizia tra volontari del CNSAS e operatori dei Vigili del Fuoco. Un patrimonio ed una esperienza che non possono andare dispersi in nome di un malinteso spirito di corpo, attuando inutili e dannose sovrapposizioni di competenze, ma che vanno invece consolidati, adeguandoli alle nuove esigenze di efficienza ed efficacia dell’azione di soccorso mediante l’adozione di protocolli operativi basati sui principi della pari dignità, della valorizzazione delle competenze specialistiche e dell’unità del coordinamento.

Nel 1967 si costituiva a Feltre, per iniziativa di Giulio Bonan, Mario Carniel, Giulio De Bortoli, Cesare Levis, Oscar Giazzon, Stefano Sartor, Egidio Zatta, cui si unì il gruppo di valdobbiadenesi Decio De Bernardo, Mario Gatto, Giovanni Zucchetto e Guido Frare, il terzo Gruppo Rocciatori (17), dal quale, qualche anno dopo, nacque la Scuola Nazionale di Alpinismo e Sci Alpinismo (18).

Dal nuovo Gruppo e dalla Scuola trae nuova linfa vitale l’organico della Stazione che, con l’andar degli anni, andrà sempre più attingendo i propri volontari dalle nuove generazioni di alpinisti venutisi formando nella Scuola di Alpinismo e nel Gruppo Rocciatori. Singolare esempio spirito di servizio e di solidarietà alpina quella di tanti volontari che uniscono all’impegno nella attività di soccorso quello della formazione nella Scuola, attività di autentico volontariato, cementato da solidi rapporti di amicizia maturati nell’attività alpinistica individuale e di gruppo.

Nel 1977 Franco De Biasi lasciava la direzione della Stazione dopo ventidue anni di costante impegno, sostituito da Franco Di Palma, anch’egli funzionario dell’Ufficio Turistico di Feltre, volontario della Stazione dal 1955, infaticabile e paziente organizzatore, dirigente della Sezione CAI, della quale sarà più volte anche Presidente, uomo schivo e riservato quanto generoso e caro amico.

La Stazione cresce e si rinnova.

Franco Di Palma, detto affettuosamente “Cia”, dirigerà la Stazione con grande dedizione e disponibilità fino al 1987, per ben dieci anni, nei quali ha saputo consolidare l’organizzazione, dando piena fiducia alle nuove leve e portando l’organico della Stazione, con i necessari avvicendamenti, a 20 volontari.

A lui succede Giulio De Bortoli, volontario dal 1971, istruttore nazionale di alpinismo, fondatore del Gruppo Rocciatori e della Scuola, uomo simbolo dell’alpinismo feltrino, che oltre ad aver svolto una un’intensa attività alpinistica di primo piano nelle Alpi Feltrine, aprendovi alcuni degli itinerari più belli, da oltre trent’anni si dedica con passione alla scuola e dirige, da ben diciotto anni, con instancabile impegno, la Stazione del Soccorso Alpino.

A Giulio De Bortoli, coadiuvato dai validi “vice” Emilio Dalla Corte, Armando Pari e Sigfrido Dalla Rosa, si deve l’azione di rinnovamento e di adeguamento della Stazione alle nuove linee guida sulla formazione e sull’organizzazione del soccorso, introdotte in questi ultimi anni, senza mai perdere di vista la natura ed i caratteri originari del nostro sodalizio.
Vengono formati, nell’ambito dell’organico, ora composto di 23 volontari operatori di soccorso alpino (19), tre tecnici di soccorso alpino (Enzo De Menech, Sigfrido Dalla Rosa e Stefano Da Forno), un tecnico di elisoccorso (Stefano Da Forno) e un istruttore regionale (Enzo De Menech “Bubu”).

Ad essi si affianca l’azione instancabile ed onnipresente delle vecchie colonne della Stazione Mario Carniel, medico della Stazione volontario dal 1979, Nino Gris, operatore radio volontario dal 1981 e Remo Monego, in servizio permanente da 24 anni. Un gruppo di amici solido ed affiatato che costituisce l’anima e la vera forza del nostro sodalizio.
Con la riscoperta delle Alpi Feltrine negli anni settanta e la successiva istituzione del Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi (20), che hanno sensibilmente incrementato la frequentazione dei gruppi montuosi delle Vette Feltrine, Cimonega, Pizzocco e Piani Eterni, e dei Monti del Sole l’attività della Stazione ha conosciuto un sensibile sviluppo.
Negli ultimi trent’anni (1974-2003) l’attività di soccorso svolta è stata caratterizzata da: 226 interventi – con una media di 7 interventi all’anno – per 327 persone soccorse di cui 75 deceduti, 78 feriti, 148 illesi e 26 dispersi; l’azione di soccorso ha visto complessivamente impiegati 1376 volontari per complessive 1658 giornate uomo – con una media di 55 giornate uomo all’anno. Negli ultimi dieci anni gli interventi di soccorso sono stati mediamente 12 all’anno, con un impiego medio di 87 giornate uomo/anno e 7,2 gg.u. per intervento. Gli interventi effettuati con elicottero sono stati complessivamente, nel decennio, 57 pari al 48 per cento del totale degli interventi.

Come si vede, un’attività assai rilevante ed intensa che si è svolta prevalentemente con riguardo ad incidenti avvenuti nell’esercizio di attività escursionistiche ed alpinistiche (nr.102), ma anche al soccorso di persone addette ai lavori agricoli e boschivi (nr.31), alla ricerca di persone anziane e malate (nr.30), all’intervento nelle calamità (slavine, inondazioni, incidenti aerei e stradali nr.12). Ciò costituisce ulteriore conferma dell’essenziale ruolo svolto dalla Stazione di Soccorso Alpino non solo nei riguardi degli alpinisti ed escursionisti che frequentano le nostre montagne, ma anche come presidio alla sicurezza delle persone che vivono in montagna.

Non è mancata nemmeno l’attiva partecipazione dei volontari della Stazione all’azione di soccorso in occasione della grandi calamità naturali che hanno colpito il nostro Paese negli ultimi anni, come in occasione dell’alluvione del Piemonte e nel terremoto delle Marche. Negli ultimi due anni il numero degli interventi e delle persone soccorse ha conosciuto un ulteriore incremento raggiungendo la media di 18 interventi l’anno per un totale di 71 persone soccorse (31 feriti, 28 illesi, 1 dispersi, 11 deceduti) con l’impiego di 350 volontari per 461 giornate uomo.

In questa rilevante attività di soccorso spiccano in particolare la ricerca ed il salvataggio di alpinisti ed escursionisti dispersi o infortunati nelle zone più impervie del territorio di competenza della Stazione, anche nelle condizioni più difficili. Come quel 3 giugno 2001 durante il quale le squadre di soccorso (14 volontari divisi in cinque squadre) furono impegnate prima nel recupero di un escursionista disperso in Cimia imperversando una bufera di neve, ed il salvataggio, la stessa sera, di due alpinisti feltrini in difficoltà sul Sass de Mura. E così l’infruttuosa ricerca del giovane polacco che impegnò, nel dicembre 1999, in condizioni di tempo e di luogo proibitive, la Stazione per sei giorni consecutivi sulle Vette Feltrine (52 giornate uomo); la impegnativa ricerca di un giovane alpinista di S. Giustina disperso in Val Scura, che richiese l’impiego per tre giorni (28-30.12.2001) di oltre 100 volontari CNSAS, il concorso di Vigili del Fuoco, Corpo Forestale dello Stato, unità cinofile della Guardia di Finanza e di decine di volontari della Protezione Civile, conclusasi, purtroppo, con il recupero della salma del caduto in uno dei tratti più impervi della testata della valle.

Solo un mese dopo (23-26.01.2002) la Stazione, sempre coadiuvata dai volontari delle altre Stazioni Bellunesi, da personale dei Vigili del Fuoco, Forestale, Guardia di Finanza e dai volontari della protezione civile veniva impegnata nella ricerca di un escursionista feltrino disperso nell’alta valle di Lamen, individuato e recuperato da una squadra della Stazione sui dirupi della testata della valle; l’intervento richiese l’impegno di 113 volontari CNSAS con il supporto di 94 volontari della Protezione Civile, 13 vigili del fuoco e 4 forestali.

E’ di quest’anno infine la ricerca dell’equipaggio di un aereo da turismo disperso in Valsugana, che richiese l’impiego per cinque giorni consecutivi di centinaia di volontari del CNSAS con l’esemplare coordinamento da parte della Stazione e della Delegazione delle diverse forze del Servizio di Protezione Civile, testimonianza riconosciuta dell’alto grado di efficienza operativa raggiunto dalle strutture operative del nostro sodalizio.

Il pieno affiatamento dei volontari della Stazione di soccorso alpino con i volontari della Protezione Civile Feltrina, diretta in modo esemplare dall’ Ing. Giovanni Boschet, rappresenta un ulteriore esempio della capacità del Soccorso Alpino di coordinare e valorizzare anche le altre organizzazioni di soccorso nell’attuazione di un servizio essenziale per la comunità.
Una linea sulla quale proseguire sviluppando i rapporti di collaborazione nel riconoscimento delle rispettive competenze, capacità ed autonomia.

Non sono mancati, purtroppo, negli ultimi anni anche gli interventi di soccorso nei confronti di nostri compagni caduti in montagna: Corrado De Bastiani (21), Ivo Speranza (22) e Ariano Zanin (23), al cui ricordo commosso e vivo si unisce la memoria riconoscente ed affettuosa per quanti non ci sono più a festeggiare insieme con noi il nostro glorioso cinquantenario.
Matteo Fiori – Volontario della Stazione C.N.S.A.S. di Feltre)

**Dedico queste note a Grazia Rizzi e Marina Bristot, vere colonne “doriche” del nostro sodalizio, per tutto quello che hanno dato, con discrezione ed autentica passione, in tutti questi anni, sopportando pazientemente anche le mie intemperanze. Ringrazio per le informazioni Emiliano Meneghel, Orazio Bertelle, Ennio Lanciato, Franco Di Palma, Francesco Bortolot, Giulio De Bortoli e Armando Poli, per lunghi e fruttuosi anni combattivo Presidente nazionale del CNSAS e caro amico. A tutti loro, così come a tutti i volontari della Stazione, mi lega una indistruttibile amicizia e profonda riconoscenza.


NOTE AL TESTO

  1. M.Fiori: “Le Alpi Feltrine”; in AA.VV. “Un Parco per l’uomo” a cura di Ester Cason Angelini; P.N.D.B., Regione Veneto, Fondazione Giovanni Angelici, Cierre Grafica Verona 2004, pp. 31 ss.
  2. T.O. Emiliano Meneghel.
  3. T.O. Orazio Bertelle; arch. Sez. CAI Feltre 1942.
  4. M. Fiori: “Vent’anni di storia del Gruppo Rocciatori di Feltre”, LDB estate 1989, pp.20 ss.
  5. T.O. Orazio Bertelle e Ennio Lanciato; arch. Sez. CAI Feltre 1953.
  6. Arch. Staz. CNSAS Feltre, fasc. corrispondenza,
  7. L’incontro avvenne presso l’albergo delle Alpi di Belluno il 28.11.1954 ed in quella occasione vennero perfezionate le formalità di costituzione della Stazione (Arch. Staz. CNSAS Feltre, fasc. corrispondenza).
  8. Arch. Delegazione Bellunese CNSAS, Cart. Stazione Feltre, fasc. domande iscrizione.
  9. Verbale riunione Consiglio Centrale del CAI – Bergamo 12.12.1954. La direzione del Corpo di Soccorso Alpino veniva così costituita: Direttore dr. Scipio Scenico; Segretario Carlo Colò; Componenti: Giuseppe Stefanelli, Amedeo Costa, Mario Brovelli, Mario Smadelli (Arch. Centrale del Club Alpino Italiano, 1954, verbali riunioni Consiglio Centrale).
  10. La dotazione iniziale di materiali era la seguente: una barella in legno e tela scomponibile in due tronconi; uno zaino con medicinali, uno zaino in tela portaferiti, un sacco in plastica con fodero porta salme, una scatola pronto soccorso per guida, torce elettriche e fiaccole. Soltanto nel 1960 la Stazione fu dotata delle prime due radio portatili, acquistate dall’Azienda di soggiorno, e da un paio di sci, due piccozze, due paia di pelli di foca, sei racchette da neve donate dal locale comando alpino (relazione di attività 1959/60, arch. Staz. CNSAS Feltre, fasc. relazioni).
  11. Venne istituito il posto di chiamata di soccorso, con installazione di telefono, al Rifugio Boz, in Val Canzoi
  12. Arch. Staz. CNSAS Feltre, fasc. domande iscrizione.
  13. L’azione di soccorso, compiuta da nove uomini impegnati per due giorni (14 e 15 aprile 1958), si realizzò con il trasporto in zona Grappa di viveri e medicinali alle famiglie di Seren del Grappa rimaste bloccate da una bufera di neve durata quattro giorni nelle malghe dell’alta valle di Seren e zona forcelletto.
  14. “Via dei Boat” m. 450, dal 4° al 5°+ A2/A3, 14-16 agosto 1967; Tito Pierobon, Ennio Conz, Lino Zanandrea.
  15. Il Secondo Gruppo Rocciatori Feltrino si costituì intorno alla metà degli anni 50 per iniziativa della nuova generazione di alpinisti formatasi nel dopoguerra e composto da O.Bertelle, E. Bertoldin, T. Berton, W.Bodo, C. Bosco, C. D’Incau, A. Fontanive, I. Speranza, tutti entrati a far parte della Stazione di Soccorso. Nel 1958, sotto la presidenza di O.Bertelle, assunse la denominazione: Gruppo Rocciatori “Faganei” ed organizzò, nel giugno 1959, il primo corso roccia della Sezione CAI. Per le notizie sull’attività alpinistica del 2° Gruppo Rocciatori vedi M. Fiori: “Vent’anni si storia del Gruppo Rocciatori di Feltre”, cit., pag 22.
  16. Così era affettuosamente chiamato il Capo Stazione Franco De Biasi, soprannome ereditato dal Padre. Il suo nome di battaglia, come partigiano della Brigata Gramsci, era “Bill”. Egli è stato a lungo anche apprezzato amministratore del Comune di Feltre, esponente politico del Partito Socialdemocratico e dirigente dell’ANPI.
  17. Il terzo gruppo rocciatori del CAI Feltre venne costituito al termine del secondo corso roccia organizzato dalla Sezione – direttore Bepi Pellegrinon – nel 1967. La costituzione formale avvenne nel novembre 1967 al bar della cooperativa di Pedavena. Il nuovo Statuto del gruppo prevedeva l’obbligo da parte degli associati di collaborare anche nella organizzazione dei corsi di alpinismo della Sezione CAI e nel soccorso. Di qui la costante presenza dei componenti del Gruppo nell’organico della Stazione di Soccorso e nell’attività dei corsi di alpinismo che vengono organizzati con continuità dal 1967 ad oggi. L’attuale presidente del GRF è Oldino De Paoli, volontario della stazione CNSAS. Per le notizie sull’attività alpinistica del Gruppo Rocciatori vedi M. Fiori: “Vent’anni di storia del Gruppo Rocciatori di Feltre”, LDB Estate e Natale 1989.
  18. La Scuola Nazionale di Alpinismo e Sci-alpinismo del Cai di Feltre, fu costituita nel 1975 con la nomina dei primi Istruttori Nazionali di Alpinismo e Sci-Alpinismo: Ennio Conz, Giulio De Bortoli e Guido Frare. Attualmente è costituita da 3 INA, 5 INSA, 1 IAL, 12 IA, 3 ISA, 20 aiuto istruttori. Ne è direttore Adorno Rebuli. Ad oggi ha organizzato i seguenti corsi: 37 roccia, 3 roccia avanzato, 30 sci-alpinismo, 8 sci-alpinismo avanzato, 15 avviamento all’alpinismo, 26 ghiaccio, 1 alta montagna, 1 cascate, 1 arrampicata libera.
  19. I componenti attuali della Stazione sono: Andrich Stefano (INSA), Boz Silvio (IA), Broccon Marcello (IA), Busnello Giuseppe, Carniel Mario, Cassol Sergio (IA), Conz Paolo, Da Forno Stefano (IA,TeSA, TeEL) Dalla Rosa Sigfrido (vice capo stazione TeSA, INSA), De Bortoli Giulio (capo stazione INA), De Menech Enzo (TeSA, IRTec), De Gol Dimitri, De Paoli Oldino (IA), Fiori Matteo (INSA,IA), Gabrielli Ferruccio (U.C.), Gris Angelo, Mezzomo Gianni, Monego Remo, Moretta Giorgio, Pauletto Luigi (IA), Rech Valerio (ISA), Sartor Moreno (INA), Zabot Rudy (IA).
  20. Il Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi, costituito nel 1993, si estende sul territorio dei gruppi montuosi delle Vette Feltrine, Cimonega, Pizzocco-Piani Eterni, Monti del Sole, Schiara Talvena, Pramper. Par l’attività di soccorso alpino e speleologico nell’ambito del territorio del parco sono competenti le stazioni CNSAS di Feltre (comuni di Feltre, Fonzaso, Sovramonte, Pedavena, Cesiomaggiore, S. Gregorio, Sospirolo); Agordo (comuni di Agordo, La Valle Ag., Rivamonte, Gosaldo); Belluno (comuni di Belluno, Sedico, Ponte nelle Alpi), Longarone (comune di Longarone), Valzoldana (comune di Forno di Zoldo).
  21. Corrado De Bastiani (Cesiomaggiore 1952-M. Pizzocco 1976) componente del Gruppo Rocciatori Feltre con al suo attivo numerose salite e alcune prime di rilievo nelle Alpi Feltrine, perdeva la vita durante la salita della parete nord-est del M. Pizzocco il primo agosto 1976. Veniva recuperato da una squadra di soccorso della Stazione di Feltre composta da Conz Ennio, Pierobon Tito, De Bortoli Giulio, Costa Carlo, Armando Pari e Guido Frare. La salma veniva trasferita a valle con l’ausilio di Elicottero del IV° C. d’A. di Bolzano.
  22. Ivo Speranza (Feltre 1936-Val Travenanzes 1978) componente del Gruppo Rocciatori Feltre e della Stazione CNSAS dal 1977, perdeva al vita il 26.03.1978, insieme a Roberto Morlin e Dario Padovan durante un’escursione sci alpinistica nelle Dolomiti Ampezzane travolto da una valanga. Il soccorso alpino di Cortina d’Ampezzo, prontamente allertato dall’unico superstite della comitiva Diego Dalla Rosa, anch’egli componente del GRF e del Soccorso feltrino, provvedeva alla ricerca e al recupero delle salme e dei due feriti Giulio De Bortoli e Rosanna Canova.
  23. Ariano Zannin (Cesiomaggiore 1953-Val del Mis 1990) Istruttore di Alpinismo della Scuola CAI di Feltre, componente del Gruppo Rocciatori e volontario del Soccorso Alpino dal 1985 si infortunava gravemente il 21 gennaio 1991 durante la discesa su cascata di ghiaccio in Val del Mis. Prontamente soccorso dai compagni di cordata e componenti del Soccorso Alpino di Feltre Armando Pari e Emilio Dalla Corte, veniva recuperato con eliambulanza del Suem e trasferito all’ospedale di Treviso dove decedeva qualche giorno dopo (27.01.1990) senza aver ripreso conoscenza.

ABBREVIAZIONI: C.N.S.A.S. (Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico); C.A.I. (Club Alpino Italiano); S.A.T. (Società degli alpinisti Trentini); P.N.D.B. (Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi); T.O. (testimonianza orale); LDB (La Dolomiti Bellunesi, rivista semestrale delle Sezioni CAI della Provincia di Belluno); A.N.P.I. (Associazione Nazionale Partigiani d’Italia); INA (Istruttore Nazionale di Alpinismo); INSA (Istruttore Nazionale di Sci-alpinismo); IAL (Istruttore di Arrampicata Libera); IA (Istruttore di Alpinismo); ISA (Istruttore di Sci-alpinismo); TeSA (Tecnico di Soccorso Alpino); IRTec (Istruttore Regionale Tecnico); TeEL (Tecnico di Elisoccorso); U.C. (Unità Cinofila).

(Tratto dal libro Gli Angeli delle Dolomiti)